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Visualizzazione dei post da febbraio, 2010

Controsensi

Giusto per parlare di controsensi, mi sto informando in questi giorni a proposito di conti correnti, presso banche o poste. Esistono dei conti che possiedono un canone mensile che si può azzerare nel caso in cui una persona: 1) Accrediti lo stipendio 2) Paghi le bollette 3) Abbia un tot di euro sempre sul conto. Più euro uno possiede sul conto, meno spende. Una banca addirittura toglie una grossa fetta del canone da pagare nel caso uno abbia più di 500.000 euro sul conto, mediamente in un anno. Ora mi chiedo: Ma se io riesco ad avere mediamente 500.000 euro sul conto corrente, cosa me ne frega di pagare qualche euro in più di canone? E se io sono un poveraccio che riesce a tenere mediamente tra i 5.000 ed i 10.000 euro, avrò ben più bisogno di pagare meno di chi ne tiene 500.000? Ovviamente, questo è solo un esempio, un altro problema che persone che si scontrano con il mondo del lavoro devono affrontare: dove mettere il magro stipendio che riescono a portare a casa. In quest...

Nulla o quasi

Crisi. Molte aziende hanno chiuso, altre stanno per chiudere, altre chiuderanno. Fondi pubblici sono stati utilizzati per salvare banche e finanziarie dalla bancarotta in tutto il mondo. E' servito a qualcosa? A vedere da qui, non sembra. Chi cerca lavoro ora vale ancora meno di prima. E' facilmente sostituibile, e anche le aziende che prima assumevano in blocco possono ora permettersi di selezionare anche in maniera dura, oltre che di assumere tramite contratti al limite del legale. Ad esempio, esistono cooperative che assumono persone come facchini da far lavorare in altre aziende, persone che poi faranno tutto fuorchè facchinaggio. Se consideriamo che poi le persone dipendenti delle cooperative hanno molte meno tutele dei dipendenti delle altre aziende e in più devono pagare con parte del proprio stipendio una quota associativa, si comincia ad intravedere in che cosa si è trasformato il mondo del lavoro. Ah, ritornando al discorso dei contratti, è importante sottoline...

Incapacità di fare collegamenti

Ad alcuni sarà capitato certamente di effettuare qualche colloquio, sia per lavoro che per altri motivi. Una delle cose di cui mi sono reso conto è l'incapacità di ascolto di chi effettua i colloqui (tranne che per alcune informazioni che gli premono particolarmente) e l'incapacità di effettuare collegamenti. Prendiamo un esempio, me, ma solo perchè sono il primo che mi viene in mente..  :-) Colloquio in una azienda. Posizione: magazziniere od inserimento dati. La prima persona con cui ho effettuato il colloquio non ha nemmeno letto il mio curriculum, anche se ce l'aveva davanti. Si è limitato a cerchiare a biro le informazioni riguardanti i voti delle mie esperienze scolastiche ed universitarie e a sottolineare un'altra cosa. Domanda: sai usare il computer? Risposta mentale: certo, e te l'ho scritto molto ben evidente sul curriculum tutto quello che so fare con un pc. Risposta effettiva: certamente bla bla bla so usare bla bla bla La cosa che mi ha stupito...

Lavoro lavoro lavoro... lavoro?

Interrompo il silenzio durato un mese e mezzo.. Di cose ne sono successe e ci sarebbe molto da dire, ma volevo principalmente sottoporre una riflessione ai lettori di questo blog. Il lavoro. Già diverse volte si è detto, per dimenticarsi subito dopo, che l'Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro. E' l'articolo uno della nostra costituzione, in fondo, l'articolo fondamentale che dovrebbe cominciare a darci un'identita. Assolutamente pocoadeguato alla situazione attuale.. Perchè succede che con la crisi, molte aziende, nonostante profitti in attivo anche di milioni, dichiarino situazione di crisi e licenzino dipendenti, per poi assumerne di nuovi con contratti più vantaggiosi (per l'azienda ovviamente).. questo quando invece non decidono di delocalizzare la produzione in qualche paese estero in cui la manodopera e le tasse sono inferiori.. C'è crisi. In situazioni di crisi quasi tutto è permesso, le normali convenzioni cadono e lasciano il posto a soluz...

Tutela della professione

Un passo avanti verso la tutela della professione di Psicologo, che in alcuni casi sembra non venire nemmeno riconosciuta, e, quando lo è, non compresa o valorizzata. Inserisco qui l'intervista al Prof. Eugenio Calvi, che ha curato come consulente per l'Ordine dell'Emilia Romagna la sentenza. La notizia della sentenza mi è giunta tramite OPSOnline . Nicola Piccinini: Gentile prof. Eugenio Calvi, innanzitutto la ringrazio per la pronta disponibilità! Nel doppio ruolo di avvocato e psicologo, si è occupato del caso Abela, di abuso della professione di psicologo da parte di un naturopata che affermava di praticare counseling, promosso dall’Ordine Psicologi Emilia-Romagna. Potrebbe spiegarci a grandi linee, per quanto possibile, la criticità di questo caso e l’esito della sentenza? Eugenio Calvi: Mi sono occupato del caso Abela nel procedimento penale avanti il Tribunale di  Ravenna  per abuso della professione di psicologo, nella veste di perito della parte civile, ch...