Aggressività, Violenza e Umorismo - III Parte

Eravamo rimasti alle maniere accettabili per esprimere la propria aggressività.

In natura, se l'aggressività venisse espressa come violenza all'interno del branco, il branco si autodistruggerebbe in pochissimo tempo, qualcosa di non adatto alla sopravvivenza della specie. Il branco collabora, non si fa la guerra da solo al suo interno.
Aggressività quindi, espressa e controllata a seconda delle situazioni, che è un meccanismo adattivo verso l'ambiente.
Ma qui c'è il grande cambiamento dell'essere umano: ha sovvertito questa logica. Ha smesso di adattarsi all’ambiente, ed ha invece trasformato l’ambiente per adattarlo a se stesso.
Ha fatto violenza all’ambiente attorno a se. E anche agli altri uomini.
Nel nome delle risorse e con giustificazioni di volta in volta diverse, ma in fondo sempre “Io buono, tu cattivo, perché lo dico io”, ha scatenato guerre e massacri.
E’ stato il primo animale a fare tutto questo. E l’ha fatto anche con le sue credenze e con le sue manifestazioni sociali.
Con l’animismo, cercò di “adattare” le sue credenze a ciò che vedeva nella natura, quindi interpretò i fenomeni come “volontà” di esseri superiori, perché per lui erano misteriosi ed incontrollabili.
Con i greci prima, con le religioni monoteistiche poi (ed una civiltà ben più avanzata) trasformò le sue credenze in qualcosa che gli si adattasse, divinità simili a lui, con caratteristiche umane, da cui imparare e da cui avere una guida, una indicazione.
Infine con il monoteismo, che segnò la fine della tolleranza per il diverso, nel nome di una unica verità.

E così nella società. La violenza dovrebbe essere monopolio dello stato, che dovrebbe esercitarla nei modi e termini stabiliti dalle leggi, verso chi si macchia di “crimini” contro lo stato stesso, verso chi devia dalla norma, verso chi indirizza l'aggressività e la violenza verso l'interno del branco. Per evitare che fosse la forza a stabilire gerarchie e posizioni, e che quindi diventasse il metro di giudizio attraverso cui tutti gli individui venivano esaminati, ha creato le leggi. Il meccanismo “io ho la clava più grossa della tua”, ad un certo punto della nostra evoluzione, è diventato non adatto, e si è invece creata la necessità di regole condivise dalla maggior parte degli individui. Poi in realtà, se andiamo a vedere nei fatti, il meccanismo prima citato è ancora in funzione, mascherato sotto altri meccanismi e in alcuni casi protetto dalla legge: “Io ho la clava legale più grossa della tua”.

Continua 3...  Coraggio, tra poco si arriva anche all'umorismo...

Commenti

  1. La propria aggressività, è questo argomento che mi ha portato alle radici della natura umana. Una spiegazione ottima l'ho trovata in Fromm (ANATOMIA DELLA DISTRUTTIVITA' UMANA)che analizza l'uomo prima di tutto come animale, nel suo comportamento comunitario e sociale e poi patologico. Te lo consiglio questo libro, è davvero interessante. io mi chiedo come mai l'uomo ha sovvertito questo adattamento capovolgendolo. La voglia di dominare, primeggiare, sottomettere l'altro e la natura,...questo fa parte della sua natura. Forse all'inizio non lo faceva? magari anni fa lo faceva con falce e martello, adesso lo fa con la macchina e il trattore. Io credo che quelle regole che si sono create per il benessere generale della comunità, e che richiedono la repressione di qualsiasi desiderio di violenza, alla lunga hanno portato l'uomo a dover rinnegare una parte di sè che fa parte della propria natura e questa alla fine è venuta fuori in maniera peggiore di prima. E' un punto di vista il mio ovviamente.

    RispondiElimina
  2. Dottor Verri, ho letto nella sua bacheca su Facebook che a suo dire Hitler non fosse vegetariano e che per di più amasse picchiare gli animali; vi sono fonti documentate su cui si basa oppure sono sue supposizioni? Sia chiaro che quel che ha fatto nel corso della Storia sia discutibile, ma sarebbe corretto fare affermazioni attraverso fatti pratici, ad esempio filmati in cui si vede Hitler picchiare animali (magari il cane Blondie se lo conosce) oppure i menù relativi alle colazioni, pranzi, spuntini e cene che consumava quotidianamente. Distinti saluti e buona serata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rispondo molto volentieri, la pregherei solo di firmarsi, gentilmente, quando commenta o lascia un intervento, in modo da avere uno scambio reciproco.
      Ad ogni modo. Non sono mie supposizioni, sono fatti in cui sono capitato durante la mia vita di studi e non.
      Non essendo io direttamente uno storico, sebbene la storia mi appassioni, non possiedo magari informazioni accuratissime.
      E' però possibile leggere in alcune biografie di Hitler il fatto che fosse consumatore di carne e soprattutto amante di salsiccie bavaresi (secondo Robert Payne e John Toland).
      Nel libro "The medical casebook of Adolf Hitler", gli autori, riportano che Adolf dovette ricorrere ad una dieta vegetariana per contrastare problemi di stomaco e la paura del cancro che aveva ucciso sua madre.
      La sua cuoca personale di amburgo, però, nel suo libro "The Gourmet Cooking School Cookbook" (pag. 89) sostiene che il piatto preferito del fuhrer era il piccione ripieno.

      Per quanto riguarda gli animali, è vero che amava alla follia la sua cagna (pastore tedesco) Blondi, ma è anche vero che portava con se un frustino per animali e diverse testimonianze concordano che amasse usarlo. Psicologicamente non è assurdo pensare che, dal momento che la maggior parte dei suoi rapporti si basavano sulla sottomissione, potesse essere così anche con gli animali. E siccome era così anche con le persone che amava di più (Eva Braun), è possibile pensare che lo fosse anche con il suo cane.

      Ma la questione principale che mi ha dato fastidio, non è stato l'appurare una verità storica di cui, francamente, mi interessa il giusto. Mi ha dato fastidio che il parallelo vegetarianismo-hitler sia spesso utilizzato per sminuire chi effettua una scelta di vita vegetariana: hitler stronzo -hitler vegetariano = vegetariano stronzo.
      E' un sillogismo logicamente sbagliato, e umanamente inutile.

      A presto! :-)

      Elimina
  3. Buonasera Dottor Verri. Ho capito quel che vuol dire, comunque sia mi ero imbattuto nel suo sito per puro caso, sono un ricercatore ed ho trattato personalmente tanta documentazione prodotta durante il secondo conflitto bellico. Per pura curiosità feci una ricerca personale anni fa e trassi la stessa conclusione che in ambito storico è ormai avvalorata, ossia che Adolf Hitler avesse abbracciato il vegetarianismo più o meno durante l'ultima decade della sua esistenza. Il parallelismo che molti utilizzano, che viene citato da lei in questo contesto, è sbagliato alla radice, dato che comunque eliminare dalla propria alimentazione cibarie varie derivanti da carni non è assolutamente qualcosa di deleterio. Ho dato un ulteriore sguardo al suo sito e mi rammarico che i giovani d'oggi, dopo tante fatiche nello studiare, non riescano a trovare qui in Italia uno sblocco positivo. Io ho una certa età ormai, comunque sia le assicuro che se fosse stato un mio coetaneo, con i suoi studi avrebbe avuto l'imbarazzo della scelta per trovare una sistemazione nel mondo del lavoro consona alla sua preparazione. Mi perdoni infine se non ho lasciato le mie generalità; non lo faccio perchè debba nascondermi da qualcosa, ma semplicemente per riservatezza, perdoni questa mia mancanza e buona carriera.

    p.s.

    Ho trovato questo sito in cui si parla delle leggi che tutelavano il mondo animale e vegetale durante l'avvento del Nazional Socialismo, distinti saluti.

    http://www.maat.it/livello2/diritti-animali.html

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Consulenze online: riflessioni su luci e ombre.

Aggressività, Violenza e Umorismo - I parte

Marchionne e la Fiat