Giornata della Memoria. Di TUTTE LE MEMORIE!

La Memoria è libertà. Non è una frase vuota, bella solo esteticamente: è una verità inconfutabile. Solo la Memoria rende liberi, la conoscenza del passato permette di non commettere gli stessi sbagli nel futuro.
Eppure teniamo in così bassa considerazione la Memoria. La limitiamo solo a determinati eventi, quelli con più richiamo, quelli più facili da ricordare.
Perché la Memoria è un muscolo: se non la sia allena, rimane floscia, non si sviluppa. Come per tutte le cose, anche allenare la Memoria costa fatica.
Così, chi si vuole approfittare della storia, conta su questo, sul meccanismo che fa si che la maggior parte delle persone eviti le fatiche che può evitare, tra cui allenare la Memoria, che rimane atrofica, labile.
La Memoria è labile. Per esempio, i testimoni non sono attendibili al 100% nei processi.
Perché il nostro cervello mette insieme tante informazioni, alcune vere, alcune create allo scopo di tappare i buchi che la Memoria lascia. 
Così, sempre chi si vuole approfittare della storia, conta anche su questo meccanismo, e fornisce i pezzi che ci servono a completare i ricordi.
E allora, pensando alla Resistenza, ecco che si cerca di far ricordare i comunisti cattivi, i banditi travestiti da partigiani, i combattenti che hanno commesso atrocità, le Foibe paragonate alle stragi naziste. Si mettono sullo stesso piano eventi che non possono stare insieme, perché tanto la Memoria non è veramente nostra, lo diventa solo con la trasmissione, con i racconti. 
La Memoria è delle generazioni precedenti, di chi ha vissuto gli eventi, e quando quelle saranno scomparse, 
la Memoria sarà di chi l'ha costruita, quella che si scriverà nei libri di testo.
Questa non è un apologia degli errori: non si possono ricordare solo le cose buone o solo le cose cattive. Se si vuole DAVVERO imparare bisogna ricordare entrambe.
Ma a lorsignori che parlano del Fascismo come se fosse un periodo d'oro, e della Resistenza come se fosse una manica di banditi, e della sinistra italiana del passato solo come se fossero dei servi del Regime dell' Unione Sovietica, loro che derivavano proprio da chi un regime l'aveva combattuto.. 
A lor signori vorrei ricordare che se hanno diritto di parola, se hanno diritto di cercare di modificare 
la Memoria di tutti, è perché ha vinto quella Memoria che da decenni cercano di denigrare.
E' la nostra Memoria. E' anche la loro.

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