LA RESPONSABILITA'
Ovvero: è facile prendersi la responsabilità di qualcosa quando si è degli irresponsabili.
Questo fa si che esistano persone che si prendono la responsabilità di azioni delle quali, non essendo strettamente competenti, non possono prevedere o quasi le conseguenze.
Più che altro, non vuol dire nulla.
Riflettevo su quante "responsabilità" si è prese Matteo Renzi, soprattutto ultimamente. Responsabilità.
Prendersi la responsabilità di qualcosa è un passo importante e delicato ma partiamo dall'inizio.
Ogni azione comporta delle conseguenze. Avere la responsabilità vuol dire "rispondere" delle conseguenze delle azioni messe in pratica, siano queste conseguenze positive o negative.
Ogni persona è responsabile delle proprie azioni. Significa che deve rispondere delle conseguenze delle proprie azioni, o a se stessa o ad altri.
Prendersi la responsabilità di qualcosa dovrebbe essere fatto a monte: questo dovrebbe portare la persona che si prende la responsabilità a pensare a cosa sta facendo e provare a prevedere le conseguenze delle proprie azioni.
Quando poi vi sono conseguenze negative che suscitano reazioni, prendersi la responsabilità di qualcosa vuol dire far sapere a chi reagisce a chi devono chiedere conto delle azioni messe in atto.
Tutto molto bello fin qui. E poi?
Poi ci sono due corsi di azione: tenere conto delle conseguenze e delle reazioni per provare a cambiare, con azioni successive, ciò che è stato fatto, quindi porre rimedio (che significa prendersi la responsabilità di altre azioni e di altre conseguenze).
Oppure rimanere convinti che ciò che si è fatto sia la cosa migliore e quindi non cambiare nulla, ma in questo caso ci si prende la responsabilità del non-agire per correggere.
In ogni caso c'è una presa di responsabilità PRIMA dell'azione e una presa di responsabilità DOPO l'azione, delle conseguenze; che non sono due prese di responsabilità distinte, ma solamente due momenti dello stesso atto di presa di responsabilità.
(se non è chiaro commentate e proverò a chiarificare nei commenti)
Ora, che succede se a prendersi la responsabilità è un irresponsabile?
Succede che la presa di responsabilità avviene solo a parole, ovvero si rifiuta poi sia il prendersi la responsabilità di porre rimedio che quella di non-agire. Semplicemente si lasciano le cose così come stanno.
Questo è possibile perché chi ha subito le conseguenze dell'azione non chiede poi a chi ha agito di "rispondere" delle proprie azioni. Quindi chi agisce può essere irresponsabile perché chi subisce è irresponsabile a sua volta. E' necessario agire perché le cose cambino, e per agire bisogna prendersi la responsabilità delle proprie azini.
RESPONSABILITA' e COMPETENZA
Approfondendo il discorso, vorrei toccare un tema che mi sta molto a cuore, ovvero la situazione italiana.
Uno dei problemi dell'Italia è che spesso si cercano dei responsabili, che quindi si prendano anche la colpa, non solo la responsabilità, di quanto succede, che però non siano competenti.
Prendiamo i manager, categoria che in Italia è conosciuta soprattutto per le decisioni estreme e quasi sempre "crudeli" e per gli stipendi da nababbi.
Prendiamo i manager, categoria che in Italia è conosciuta soprattutto per le decisioni estreme e quasi sempre "crudeli" e per gli stipendi da nababbi.
E' possibile osservare un curioso fenomeno: un manager può essere RESPONSABILE, nel corso della propria carriera, di situazioni estremamente diverse tra loro. In altre parole, può gestire un'azienda di suppellettili, come un'azienda chimica, come un'azienda meccanica o tecnologica. E' molto difficile che possieda le COMPETENZE specifiche per ogni singolo settore, eppure con quale disinvoltura un manager passa da un settore all'altro alla scadenza del contratto, senza tra l'altro dover poi rendere conto a nessuno delle proprie scelte se non al consiglio di amministrazione (che si traduce con: posso anche uccidere l'azienda finché gli azionisti prendono dei dividendi).
Un altro fenomeno curioso è quello che vede le persone competenti impossibilitate a fare carriera a causa della gelosia di altre persone magari meno competenti ma più in alto nella scala gerarchica.
Un altro fenomeno curioso è quello che vede le persone competenti impossibilitate a fare carriera a causa della gelosia di altre persone magari meno competenti ma più in alto nella scala gerarchica.
Questo fa si che esistano persone che si prendono la responsabilità di azioni delle quali, non essendo strettamente competenti, non possono prevedere o quasi le conseguenze.
Il buon senso inorridisce davanti a questo fenomeno.
La stessa cosa avviene nella politica italiana.
Sempre più spesso vengono messe in posizioni di responsabilità persone che non hanno la competenza necessaria (non andiamo ad approfondirne i motivi, che sono piuttosto evidenti a tutti).
Sono persone che si prendono la RESPONSABILITA' di azioni (leggi) che hanno influenza su tutta la popolazione italiana, ma che non hanno la COMPETENZA necessaria a farlo.
Non può esistere responsabilità senza competenza. Quando avviene prende il nome di IRRESPONSABILITA'. Che a volte viene confusa col coraggio, se la "fortuna" porta a conseguenze positive.
Una persona, un popolo, non può lasciare in mano a persone incompetenti la responsabilità del suo benessere. Deve invece diventare responsabile delle proprie azioni e scelte ed opporsi a chiunque gli impedisca di far questo.
Diventare VERAMENTE responsabili, però, è un processo faticoso e a volte doloroso; è sempre meglio dare la colpa a qualcuno piuttosto che prendersi la responsabilità di qualcosa.
Però è l'unico modo per essere sicuri di perseguire il proprio benessere (sia come persone singole che come popolo).
Diventare VERAMENTE responsabili, però, è un processo faticoso e a volte doloroso; è sempre meglio dare la colpa a qualcuno piuttosto che prendersi la responsabilità di qualcosa.
Però è l'unico modo per essere sicuri di perseguire il proprio benessere (sia come persone singole che come popolo).
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