L'elaborazione delle emozioni
Una cosa a cui spesso non facciamo caso che invece è caratteristica della nostra mente, è che non tutte le emozioni vengono riconosciute, comprese o, in alcuni casi, addirittura sentite e vissute completamente. Alcune di esse rimangono in forma grezza, non elaborata dentro di noi. Ciò che rimane rinnegato, ad esempio preoccupazioni o dolori interiori, si può manifestare come un senso di ansia, potente e generalizzato (magari non è chiaro per quale motivo proviamo questa ansia), oppure in una sensazione di apatia e calo del desiderio, senzazioni che possono spingerci a tenerci occupati, o non occupati, compulsivamente in attività “non costruttive” che ci permettono di evitare ciò che ci spaventa.
![]() |
| Foto da Pexels.com |
Può essere successo qualcosa che ci ha ferito, e non abbiamo riconosciuto la ferita. Una notizia spiacevole ricevuta, qualcuno che ha abusato della nostra gentilezza o fiducia, qualcosa che ha messo in discussione la nostra autostima. Come difesa, cerchiamo di fuggire dal riconoscere che ci sentiamo vulnerabili ed esposti e magari impotenti.
A volte, copriamo una sofferenza interiore mostrando allegria all'esterno, un’allegria che non è altro che Tristezza non riconosciuta in se stessa; oppure ricorriamo a sostanze chimiche (alcool, droghe) per stordirci; o ancora ci impegniamo in situazioni "ludiche" in cui possiamo “non pensare” per tenere a bada i sentimenti dolorosi.
Riempiamo il nostro tempo di cose non indispendabili, procrastiniamo impegnandoci in
Riempiamo il nostro tempo di cose non indispendabili, procrastiniamo impegnandoci in
![]() |
| Foto da Pexels.com |
qualunque cosa ci permetta di non annoiarci o di non passare del tempo soli con noi stessi (per esempio guardare compulsivamente i social o girare su internet, o cercare notizie ogni volta che abbiamo un momento “libero”).
Ognuno di noi ha dei modi propri con cui lo stato d’animo condiziona il comportamento.
Cosa succede quando non elaboriamo le emozioni
Il prezzo che paghiamo per la nostra incapacità di elaborare le emozioni è alto, e corpo e mente soffrono insieme: creatività e voglia di fare vegono inibite dai contenuti delle nostre paure, mettiamo in atto comportamenti ripetuti, semplici riempitii, che ci portano in circolo da cui non riusciamo ad uscire; diventiamo sempre più depressi e disillusi nei confronti di tutto perché non accettiamo di essere tristi o arrabbiati per una cosa specifica. Può essere che in queste situazioni facciamo fatica a prendere sonno o abbiamo un sonno disturbato, a causa dei pensieri che non siamo riusciti ad elaborare durante il giorno.
In questi casi, abbiamo bisogno di provare COMPASSIONE per noi stessi: se non riusciamo a riconoscere quelle emozioni, a conoscere noi stessi, non è a causa di pigrizia o noncuranza o cattiva volontà; la semplice verità è che fa un male cane!
Evitiamo di elaborare le emozioni perché cerchiamo di evitare quel dolore. Perché ciò che evitiamo di elaborare è minaccioso per l’immagine che abbiamo di noi stessi, così contrastante con l’idea di chi vorremmo essere o della società che abbiamo in mente e che ci saremmo aspettati.
Il "clima" giusto che favorisce l'elaborazione
Un'atmosfera che favorisca l’elaborazione delle emozioni è una in cui le difficoltà insite nell’essere umani vengano riconosciute e accettate con calore!
Elaborare le emozioni richiede buoni amici, abili terapeuti e momenti rituali di meditazione e riflessione, durante i quali le nostre normali difese possano essere messe da parte e tutto ciò che non ci è familiare (come le emozioni) possa essere contenuto ed investigato con calma.
Il risultato di elaborare le nostre emozioni è sempre un alleggerimento ed una elevazione del nostro umore generale. Ma prima di arrivare a questo dobbiamo attraversare un periodo di lutto, durante il quale gradualmente riconosciamo che, in alcune aree, la nostra vita è semplicemente molto più triste di quanto vorremmo che fosse.


Commenti
Posta un commento