Cosa succede quando cerchiamo di controllare il futuro
"Se non ritorniamo indietro, se non ci facciamo simili alle vacche, noi non entreremo nel regno dei cieli. Poi che noi dobbiamo apprendere da loro una cosa: il ruminare.
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Ma queste vacche hanno avanzato tutti gli altri: esse inventarono per sè il ruminare e il giacer sdraiate al sole. Esse si astengono anche dai pensieri pesanti, che gonfiano il cuore"
F. Nietzsche - Così parlò Zarathustra
F. Nietzsche - Così parlò Zarathustra
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Eugène Louis Boudin - Mucche in un prato sulle rive del Toques |
L’ignoto ha sempre incusso timore nell’essere umano; per questo l’essere umano ha inventato modi per cercare di anticipare gli eventi, per prepararsi in qualche modo all’ignoto. In maniera poetica potremmo dire: “per cercare di spogliare l’ignoto delle sue sorprese”.
I metodi, nella storia, sono stati vari: dalla minuziosa
pianificazione e progettazione razionale, alle tecniche di divinazione e
chiaroveggenza, possiamo farci un’idea di quanto questo tema sia stato
importante e lo sia tutt’ora per l’essere umano.
La programmazione accurata e la progettazione razionale ci aiutano molto, ma non saranno mai l'unica risposta ne quella definitiva: possiamo metterci a pensare ogni possibile evento e risultato delle azioni che andremo a compiere, impiegando molto tempo e molte energie. Poi, però, arriva il momento di confrontarsi con la realtà delle cose: non possiamo prevedere ogni singolo avvenimento, grande o piccolo che sia, e probabilmente non faremmo nemmeno bene a farlo.
In questi tempi di incertezza, trovo che questo sia un pensiero che, sotto un certo punto di vista, possa essere addirittura liberatorio.
Un mio maestro di Kung Fu era solito dirci, quando ci allenavamo all’aperto, sotto la pioggia o al freddo: “Gran parte della vostra sofferenza in questo
momento deriva dal fatto che siete abituati ad essere sempre caldi e asciutti. E
vi aspettate che sia sempre così. Alla Vita e all’Universo non interessano
minimamente le vostre aspettative.”
Dopotutto, viviamo gran parte delle nostre vite immersi nell’ignoto: le
nostre menti ci permettono di pre-vedere solo fino ad un certo punto. Quando ci sforziamo per andare oltre, otteniamo una maggiore sicurezza nel breve periodo in cambio di una maggiore sofferenza quando le cose non andranno come avevamo sperato o programmato. Dopotutto, programmare ogni singola eventualità non impedirà agli imprevisti (c'è un motivo se si chiamano così) di verificarsi.
Faremmo meglio ad abituarci al fatto che, mentre stiamo facendo qualcosa che ci piace, possa improvvisamente cominciare a piovere.
Faremmo meglio ad abituarci al fatto che, mentre stiamo facendo qualcosa che ci piace, possa improvvisamente cominciare a piovere.
"Il vero amore non è né fisico né romantico.
Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia!" K. Gibran
Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia!" K. Gibran
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| Photo by Aleksandar Pasaric from Pexels |
Accettare questa componente di incertezza nella nostra vita ci porta serenità.
Il prezzo della difficoltà di Accettazione dell’Ignoto, di questo tentativo di controllare il Futuro, lo paga la nostra mente, che si allontana dalla serenità, continuando a rimuginare nel tentativo di superare questa ignoranza di ciò che sarà, fino addirittura a sviluppare attacchi di ansia e di panico!
Il prezzo della difficoltà di Accettazione dell’Ignoto, di questo tentativo di controllare il Futuro, lo paga la nostra mente, che si allontana dalla serenità, continuando a rimuginare nel tentativo di superare questa ignoranza di ciò che sarà, fino addirittura a sviluppare attacchi di ansia e di panico!
Quando siamo bambini, impariamo a fidarci dei nostri
genitori, impariamo a sfidare il futuro senza tentare di controllarlo perché
sappiamo che loro provvederanno a noi. Questo ci permette di creare e
rinforzare quel senso di autostima che si può leggere come il pensiero: “Qualunque cosa accada sarò capace di
affrontarlo. Qualunque cosa accada, starò bene!”
In altre parole, cercare di controllare il futuro ci fa vivere nel futuro, ci
fa perdere di vista il presente, le relazioni, le emozioni.
Facciamo come le vacche di cui parlava Nietzche, riappropriamoci del QUI-E-ORA, della serenità, della
leggerezza.
Impariamo la capacità di discernere quando e come, occasionalmente, smettere di pensare.
Quali sono i momenti in cui l'incertezza del futuro vi assale con più forza?
Cosa succede quando accade?
In che modo riuscite, se riuscite, a gestire questi pensieri, e a che prezzo?
Quali sono le attività in cui riuscite ad immergervi completamente, fino a non accorgervi del tempo che passa?Impariamo la capacità di discernere quando e come, occasionalmente, smettere di pensare.
Quali sono i momenti in cui l'incertezza del futuro vi assale con più forza?
Cosa succede quando accade?
In che modo riuscite, se riuscite, a gestire questi pensieri, e a che prezzo?
Potete cominciare da qui a cercare le risposte per trovare la vostra serenità.
Se questo argomento vi ha interessati, lasciate un commento in cui raccontate la vostra esperienza!


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